Due brevi questioni e relative lacune sulla storia della diocesi di Castro.

Due questioni mi preme annotare:
 
1) N. S. di Castro, di Otti e S. Demetrio a Oschiri, nonché S. Maria di Tula, sono dati certi del fiorire economico della regione di riferimento e dell’impulso economico dato dalla presenza dei vari ordini monastici in quei luoghi. Ritengo però che le affermazioni circa la responsabilità da parte dei vallombrosani (cfr. Aldo Sari, Architettura monastica nel giudicato di Torres, in Il regno di Torres, Atti di Spazio e Suono, 2002, p.131), o di altri ordini monastici come i camaldolesi, per la fondazione anche di Castro sia da tenere in forte dubbio, non fosse altro che per la totale assenza di menzione nelle fonti della chiesa, già sede di diocesi dal 1116.
2) La totale assenza di cronotassi per qualunque vescovo turritano tra il 727 e il 1065 è una lacuna gravissima per lo studio dell’alto medioevo sardo e per la storia generale della Chiesa in Sardegna. Un vuoto che corre da Felice II e Simone Arcivescovo e che lascia il buio per ben 338 anni. Impossibile che si sia verificata una vacanza di sede così lunga. Nel 1073 poi diventerà Arcivescovo un tal Costantino di Castra, nominato a Capua da Gregorio VII. Anche se è chiara la sua origine dal villaggio che sorgeva nei pressi della chiesa campestre di Oschiri, non conosciamo con precisione chi fosse, da quali esperienze precedenti provenisse, né che meriti particolari avesse o per quali motivazioni gli sia stato concesso questo particolare onore; certo doveva essere persona di fiducia del pontefice, sicuramente idoneo a svolgere nella Chiesa sarda e nel Turritano quel processo di rinnovamento culturale e sociale che caratterizzava la politica gregoriana. Sarà lo stesso Costantino di Castra a fungere da legato speciale del Papa, il quale se ne servì per ristabilire i tradizionali rapporti con Roma, e con una lettera del 14 ottobre 1073, recapitata personalmente dall’Arcivescovo di Torres ai quattro giudici dell’isola, riallacciava i rapporti tra la Santa Sede e l’Isola. Da Costantino di Castra praticamente si fa cominciare la serie dei metropoliti turritani, intorno ai quali ruotano le sette diocesi suffraganee di Ploaghe, Sorres, Bisarcio, Ottana, Ampurias, Bosa e, per l’appunto, Castro.
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